REIDAR EKNER (1929-) é
scrittore, traduttore, critico. Il suo primo libro di
poesia é Etnografika (1960), il penultimo Under
trädkronorna (1987), il seguito di Tra i poli, Mellan
polerna (1982). L´interesse di Ekner si volge sopratutto
alla natura e alla vita incontaminata, difesa in maniera
assai combattiva nel volume Halvvägs mot mörkret (1979).
– Efter flera tusen rad (1974; Dopo molte migliaia di
radiazioni; libri Scheiwiller, 2005) é un lungo e toccante
poema dedicato a una ragazzina malata da cancro. Come
studioso Ekner ha rivolto la sua attenzione – oltre
che a Gunnar Ekelöf (1907-1968), del quale fra il ’91
e il ’93 sono usciti a sua cura gli Scritti –
alla generazione di autori fra il 1890 e il 1910. Dal
’95 ha lasciato Uppsala in Svezia per traferirsi nel
Bö in Telemark, in Norvegia.
Celacanto
Tu che non hai occhi nella nuca,
tu che aggrappato al volante
premi il pedale in profonditá,
tu che spali il passato col bulldozer e lo scaraventi nel
lago,
tu che t´innalzi palazzi di vetro centro le nubi
e guardi all´alto in basso la gente terra terra
che miete il suo cavolo
e quelli che desiderano respirare in tranquillità
verso un tiglio fiorente, addirittura
nell´orticello di un tetro cortile
E tu importuno che con stazioni di smistamento e autostrade
scuoti dai lavoro ammassi di pietra i morti da lungo tempo,
tu che inquini l´acqua e disentegri l´atomo,
tutti voi atleti dell´evoluzione
con in bocca le esigenze del tempo
- esisterà sempre un celacanto
che vi sopraviverà.
da
Skiljaktigheter (1963)
traduzione: Giacomo Oreglia, nell’ Oregiia:
Poesie Svedese, antologia
critica, Milano
1966
Respiri ancora, bambina
mia
– –
–
La stanza che già da sei mesi abitiamo
è una clessidra senza tempo.
Lentamente scorre la sabbia
di mille anni. Che i granelli sono contati,
lo sappiamo, il numera però
non ci è noto. Il tempo trascorre e si ferma qui,
nella stanza che intanto è diventata la tua vita.
– – –
Dopo molte
migliaia di radiazioni, Milano 2005
traduzione: Anna Ruchat
Qualcosa
che per caso si raddensa
– un raddensamento sei tu, uomo nell’ universo
il tuo dharma ti crea, ti tiene insieme
torce la sua spirale attraverso ciascuna delle tue cellule
costruisce, si suddivide, istruisce, ripara
Il grande Istruttore, Custode della Saggezza
Attraverso la tua bocca aperta passa il
nutrimento
l’aria spira nelle ramificazioni dei tuoi polmoni
anche la pelle è permeabile
onde radio, fotoni, neutrini ti attraversano, come se tu
non ci fossi.
Cresci e poi muori
nient’altro che corpi cavernosi del micelio
che spuntano rapidi e rapidi si piegano
nient’altro che un fiorire di alghe, un riflesso sul
mare
il bagliore di una stella
E dentro di te danneggiate
tossiche catene, i prodotti di fissione
delle esplosioni atmosferiche
dei processi nucleari
atomi di plutonio senza sosta si disgregano in te
emettono particelle cariche, pericolose come lampi
la spirale si torce, telegrafa istruzioni
la confusione s’instaura lenta nel linguaggio
genetico
i robosomi sono in difficoltà
una pallida proliferazione si diffonde per mezzo del tuo
sangue
da qualche parte compaiono sedimentazioni oscure
una nebbia sempre più fitta avvolge il tuo dharma
l’istruttore si affanna su e giù per la scala a
spirale
gli sembra infinita, si verificano errori, non appena li
trova
da qulche parte la casa si dilata senza pi´u ordine dalle
scale
ed è pronta a crollare
le tue componenti non sono pi´u in grado
di assolvere al loro compito
ti piantano in asso
ancora per un istante il tuo dharma si libra su ciò che sei
stato
Poi svanisce, si condensa in nuovi agglomerati
altri compiti attendono
(19 dicembre
1981)
Dopo molte
migliaia di radiazioni, Milano 2005
traduzione: Anna Ruchat
Sopra terra e
mare
Neanche un passero
cade a terra
senza il Suo volere.
Sopra le immense torri di trivellazione di petrolio
nell’Atlantico
scintillano le fiamme eterne dell’arraffare.
Ogni notte dell’autunno, ad ognuna di esse,
restano fulminati o spaventati a morte
alcune migliaia d’uccelli disorientati.
Dio vuole che molti passeri
cadano nel mare.
Da Halvvägs mot
mörkret, 1979.
Traduzione: Britt-Marie Dehn
On the
Road
On the road, da qualche parte
-
Italia, non lontano da Vicenza
In viaggio verso il mondo, soltanto una gioventù
con i piedi rivolti al sud – non un’anima viva
tranne lontano, fuori nei campi
Dopo una curva di carri,
un campo di zingari; non si vede nessuno
tranne la ragazza adolescente d’improvviso accanto a
me
slanciata, sottile come un uccellino
Soldi: ciò che mi chiede
La sigaretta che cerco di accenderle,
il fiammifero corto si piega
il suo viso non è abituato al fumo,
le labbra sottili, i suoi occhi spaventati curiosi
Io e la mia gioventù,
per lei il mondo
Il suo io che si estende
le parole che s’incespicano, due io nudi
d’improvviso coscienti l’uno dell’altro
Una voce sottile da qualche parte
penetrante
E lei è sparita, presente
tutti questi anni -
7. iv. ´84
Da Kalenderdikter
1974-2006
(2006) [Almanacco di
poesie]
Traduzione: Britt-Marie Dehn
La Lunghezza di un
Tiro di Frecchia
(Sanjúsangendó, Kyoto)
File su file di Kwannon incarnate
all’orizzonte della Sala del Tempio
a rappresentare l’universo
Un improbale tiro di frecchia di un capo all’altro
Ogni incarnazione ha ventuno paia di mani,
Ognui mano libera ventuno mondi
In ogni mondo sono stipati miliardi di galassie
In ogni galassia sono confinati miliardi di stelle.
I mondi sono innumerevoli, senza limite
il bisogni di liberazione.
(dalle memorie, 8 Ottobre 2005)
Traduzione: Massimo Verzella